Centrale Rischi

Per chi ha un'impresa o con le banche ci lavora molto (in termini di numero di istituti e/o di operazioni), il monitoraggio delle segnalazioni è fondamentale non solo per verificarne la veridicità, ma anche per monitorare internamente il proprio andamentale, eventuali tensioni finanziarie, eventuali situazioni da risolvere magari pianificando alcuni interventi di medio periodo.

Per questo tipo di soggetti sarebbe ideale richiedere la CR Bankit ogni volta che si va in banca, ma a prescindere da questo, almeno una volta a trimestre, richedetela direttamente a Banca d'Italia (ricordatevi sempre che è il vostro biglietto da visita, la vostra pubblicità verso il sistema creditizio... monitoratela costantemente).

Ricordatevi che se trovate errori dovete intervenire immediatamente: le rettifiche, per quanto possano essere sacrosante, spesso non sono così immediate e si può quindi generare un empasse di settimane o addirittura mesi.

Se siete imprenditori dedicate molta attenzione alla seguente parte dell'articolo.

COME LEGGERE LA CENTRALE RISCHI FORNITA DALLA PROPRIA BANCA

Leggere la CR che vi fornisce la vostra banca è molto semplice ( è gratuita ed è un vostro diritto). Lo scopo della lettura è individuare le discrasie fra quello che effettivamente è accaduto (o che credete essere accaduto) e quello che è riportato nella Centrale Rischi fornita dalla vostra banca.

Suggeriamo un approccio molto semplice: iniziate con il guardare se sono segnalati sconfini e poi passa ad osservare altri dettagli.

Ricordatevi che gli importi sono espressi in migliaia di Euro e che in qualsiasi momento otteniate la vostra Centrale Rischi, questa riporterà gioco forza dati vecchi di circa due mesi.

"La Centrale dei Rischi è un fondamentale "biglietto da visita" dell'impresa, dalla valenza assai superiore, nel rapporto banca-impresa, rispetto al bilancio d'esercizio e alla dichiarazione dei redditi. Ciò in quanto è logico e legittimo per la banca dare maggior peso alle informazioni (andamentali) di cui può disporre internamente, in modo continuativo e, soprattutto, automatico.

Un biglietto da visita che, con cadenza mensile, parla degli affidamenti, delle modalità di loro utilizzo, delle garanzie a presidio, dell'evoluzione nel tempo di tali fattori; in buona sostanza, della storia creditizia dell'impresa o, più in generale, del soggetto segnalato.

È di tutta evidenza l'enorme responsabilità degli intermediari nell'effettuazione delle segnalazioni, dal momento che eventuali errori, abusi o illegittimità possono danneggiare gravemente e, a volte irrimediabilmente, il soggetto censito.

È anche per tali motivi che la Banca d'Italia, nella Circolare n. 139/1991, aggiornata alla data del 4 marzo 2010, ha ricordato il senso di responsabilità e lo spirito di collaborazione su cui si fonda il corretto funzionamento del sistema informativo.

Le banche segnalanti sono tenute a controllare le segnalazioni trasmesse a Banca d'Italia, rettificando di propria iniziativa le informazioni errate o incomplete. Hanno, inoltre, l'obbligo di verificare tutte le comunicazioni ricevute dalla Centrale dei Rischi e, specificatamente, quelle contenenti i dati anagrafici dei soggetti da censire.

Da dicembre 2010 la Centrale dei Rischi può essere non solo richiesta, ma anche ricevuta tramite posta elettronica certificata. Essendo questo strumento obbligatorio per tutte le nuove imprese e da inizio 2012 per tutte le aziende costituite prima del gennaio 2009, appare chiaro come Banca d'Italia abbia voluto snellire il processo di istanza ai propri uffici territoriali, evitando spostamenti inutili o lunghe attese derivanti dal recapito con il sistema di posta tradizionale.

Inoltre, da dicembre 2010 la Centrale dei Rischi ha un nuovo formato, molto più fruibile, di più facile comprensione ed anche esteticamente più gradevole e "incoraggiante" nella lettura.

Dando atto a Banca d'Italia dello sforzo sostenuto affinché il fondamentale documento in oggetto diventi maggiormente fruibile da parte di imprese, confidi e professionisti, è di tutta evidenza che tali soggetti sono sollecitati ad utilizzare la Centrale dei Rischi nel modo più corretto e ampio possibile.

Tre analisi (quantitativa, qualitativa e andamentale) concorrono alla determinazione del rating. Nell'ambito dell'analisi andamentale un ruolo fondamentale è svolto dalla Centrale dei Rischi (pubblica) gestita da Banca d'Italia.

Il mutato quadro normativo e giurisprudenziale in materia d'invalidità dell'anatocismo, del rinvio agli usi piazza, di differenza giorni valuta nonché la disciplina rigorosa in materia di protezione dei dati personali, non poteva non riflettersi anche sulla legittimità di alcune segnalazioni alla Centrale dei Rischi.

È ovvio, infatti, che un'errata segnalazione di un credito verso un soggetto, l'errata od illegittima segnalazione a sofferenza, la menzione di un ritardo nel pagamento di un debito, o anche la semplice menzione del rifiuto a concedere un finanziamento, potrebbero causare gravissimi danni ad un qualsiasi utente bancario, precludendogli ogni possibilità di accesso a servizi od operazioni bancarie-finanziarie.

Nell'ipotesi più felice, quand'anche – il che sembra quasi impossibile – il cliente della banca riesca ad effettuare ugualmente l'operazione, non potrà negarsi che il medesimo soggetto avrà subito una lesione della propria immagine, della propria reputazione commerciale e della propria riservatezza, suscettibili della conseguenza del risarcimento del danno.

Al riguardo, essendo la Centrale dei Rischi di Banca d'Italia un documento molto importante per la vita della società e dei suoi stakeholder, nonché per le verifiche inerenti i dati dei prospetti contabili e della nota integrativa, riteniamo indispensabile che il collegio sindacabile ne prenda visione. In caso contrario, non vediamo come il collegio sindacale possa adempiere, con la dovuta diligenza, il dovere di vigilare sull'adeguatezza e sul funzionamento del sistema amministrativo-contabile e del sistema di controllo interno."

Tratto da "NUOVA CENTRALE DEI RISCHI"... il libro sulla centrale rischi banca d'italia edito da Ipsoa

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